Circolo Lucano di Zurigo

Il blog del Circolo. Gli appuntamenti, le notizie e tant'altro.

Memorie dell’associazionismo lucano in Svizzera

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La Federazione Associazioni Lucane in Svizzera, per il 30° anniversario della sua fondazione, inizia un lavoro di ricerca e catalogazione dei documenti che testimoniano l’impegno profuso dai suoi protagonisti nel corso di mezzo secolo. Queste pagine vogliono essere un punto di partenza da cui ricostruire sempre più in dettaglio, con il contributo di chi questa storia l’ha fatta, il racconto dell’associazionismo lucano in Svizzera.

La Federazione Associazioni Lucane in Svizzera è stata fondata a Zurigo il 1° marzo 1980, attualmente vi aderiscono dodici associazioni sparse in tutta la Svizzera. Dalla sua fondazione si occupa dei problemi legati all’emigrazione lucana, e non, facendosene portavoce presso le rispettive autorità competenti.

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January 17th, 2011 at 10:14 pm

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In Argentina ed Uruguay i primi “Sportello Basilicata”

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Presso la sede della Federazione delle Associazioni della Basilicata in Argentina (F.A.B.A.) a Buenos Aires è stato avviato, il primo sportello Basilicata all’estero, mediante l’inserimento di due unità lavorative il quale eroga già una serie di servizi quali:
· individuazione di contatti commerciali/culturali/economici/produttivi
· individuazione di partner per cooperazione culturale/economica/turistica
· controllo referenze per contatti commerciali/culturali/economici/turistici
· prospezioni generali sul mercato
· servizi consulenziali e informativi a carattere normativo (doganale, fiscale, finanziario, contrattuale)
· avvio di contatti istituzionali
· organizzazione di eventi promozionali mirati.
· verifica e ricerca di fonti di finanziamento per investimenti e per operazioni commerciali

Ulteriori informazioni sul sito

Il Progetto “Sportello Basilicata”
La Regione Basilicata attraverso le proprie associazioni regionali all’estero, costituirà una serie di sportelli permanenti che assolveranno la funzione di veicolatori del made in Basilicata, così da favorire la creazione di contatti tra gli imprenditori lucani residenti in Basilicata e quelli presenti all’estero. Un modo, altresì, di rinnovare il ruolo delle Associazioni di Lucani emigrati all’estero, che diventano così, mezzo di sviluppo locale e di processi di internazionalizzazione della regione, attraverso la promozione di relazioni internazionali, di interscambio economico, culturale ed istituzionale con i principali paesi meta dell’emigrazione lucana, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni di lucani emigrati all’estero attraverso lo svolgimento un ruolo attivo all’interno delle associazioni. La realizzazione di questo progetto è stata inserita come obiettivo nel 2007 all’interno del Piano annuale e triennale di programmazione dalla Commissione dei Lucani all’Estero e, varato come progetto pilota dall’Ufficio Internazionalizzazione e Promozione dell’Immagine. Le sedi delle Federazioni delle Associazioni di Lucani nel mondo assolveranno anche alla funzione di desk operativi degli sportelli, con il coinvolgimento nei programmi di promozione della Regione Basilicata dei nostri corregionali all’estero.
Ad oggi, sono stati attivati due sportelli Basilicata all’Estero, già operativi: uno in Argentina, a Buenos Aires, l’altro a Montevideo in Uruguay. Le attività realizzate sino ad oggi hanno visto un ruolo attivo della Regione per quanto riguarda la fase di start up delle due unità operative e, anche nel supporto logistico offerto alle imprese interessate ad un allargamento della propria produzione in mercati esteri.

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February 18th, 2010 at 8:08 pm

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Un anno di più

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E’ stato difficile decidere di far rinascere il Circolo Lucano, perché quando una cosa muore, di solito, se ne va attorniata da tristi commenti e malumori, ma soprattutto quando una cosa muore è perché non interessa più a molti. Così rinnovare e riappassionare, per tornare ad incontrarci, sono stati gli obiettivi principali, di questo anno di lavoro, per riuscire a creare una reale comunità di scambio, dove il Circolo non sia un’associazione marginale ed impositiva, ma un mezzo per stare insieme.
Abbandonare il passato, dimenticarlo in pace, e ricominciare da un nuovo inizio.
Di quest’anno trascorso restano tanti documenti e una piena consapevolezza di quello che significa essere associazione, quali sono gli oneri, quali sono i limiti e le collaborazioni a cui aspirare, ma soprattutto quali sono le potenzialità di un gruppo; abbiamo scoperto come ciascuno di noi avesse idee, progetti e soprattutto la capacità di realizzarli, abbiamo visto, giorno dopo giorno, come si iniziasse ad uscire dai propositi e tutto diventasse concreto.
Abbiamo lavorato quasi un lungo anno, senza sapere se alla fine avreste risposto positivamente o meno. Con tanti dubbi, abbiamo preso tante decisioni, all’apparenza giuste. Il fatto che ci sono di nuovo una parte dei soci, ci incoraggia, ma dovete interagire con noi, farci sapere, partecipare, commentare, guidarci in una direzione o in un’altra.
Un grazie, va a tutti coloro, che abbiamo incontrato, alle varie riunioni, su internet, negli uffici ed ovunque abbiamo parlato del Circolo, e hanno dato un’idea, un impulso, un aiuto, sempre consistente e vantaggioso.
Un grazie va a chi, a casa, ha sopportato che molti weekend e serate fossero occupati dal Circolo e anche molte delle nostre frasi (chi vi scrive crede di aver pronunciato la parola “Circolo Lucano” con una media di centomila volte al giorno… per questo lungo anno).
I doverosi ringraziamenti alla fine, vanno sempre a voi soci. Che quello che inizi, sia un anno positivo e ricco, come quello ancora trascorso, che si migliori ancora e che, aldilà delle scartoffie, possiamo trascorrere sul serio un po’ di tempo insieme.

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November 28th, 2008 at 7:31 pm

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Un ulivo nodoso e secolare

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Un ulivo nodoso e secolare. Ecco l’albero della Pasqua, che non è raro trovare in una campagna, frondoso e scosso un poco dal vento. E’ una festa che porta l’odore di Primavera appena arrivata, che mescola sacro e profano, antichi riti liturgici e paraliturgici, che parte dalla morte e che celebra la vita, anche con solenni banchetti ricchi che mandano in sollucchero tutti.
Come al solito, ogni paese ha le sue tradizioni che durante il Triduo Pasquale e l’antecedente Settimana Santa, esplodono… e allora ho deciso di raccontarvi di usi e costumi di un paese di cui non dirò il nome, ognuno può leggerci del suo, trovare somiglianze e differenze e sentire, spero, l’odore delle palme benedette, del grano cresciuto al buio e deposto nelle Chiese il Giovedì Santo, come omaggio al Cristo che prega nell’orto degli ulivi, o quello dei palloni riempiti di elio che si vendono durante la festa , insieme ai ceci tostati, alle noccioline e ai semi di zucca, o ancora l’odore delle
uova, dell’agnello (quello da fare al forno!) e…
Il sole caldo del giorno delle Palme, fa appena in tempo a tramontare sui giunchi intrecciati e i ramoscelli d’ulivo, che già si apre una settimana che passa attraverso Via Crucis, Cristi in ebano, processioni, canti e cioccolata, per culminare nella notte del Giovedì, lunga e tortuosa, a cui all’umile gesto della lavanda dei piedi, si accompagna la tradizione di ”visitare le Chiese”, ovvero girare le varie Chiese, addobbate a lutto, pregare un po’ dentro e chiacchierare tanto fuori, tra l’odore residuo dell’incenso e luci tremule di candele e l’acciottolato del sagrato un po’ umido e lucido…
Il Venerdì Santo, il ligneo e snodato corpo di Cristo, così sofferente e ben conservato da qualche confraternita che indossa una tunica nera, viene portato al Calvario, alla croce di ogni città, a cui si sale arrancando un po’ e si vedono tanti piccoletti in spalle ai genitori, che portano la loro “croce”, fatta di bimbi, giocattoli, biscotti, urla e vestitini nuovi già sporchi e con le calze sfilate… Sale il Cristo tra la folla, tra la gente in costume, tra un Giuda e una Maddalena, più bella di quanto immaginassimo, tra una Madonna a lutto, con un pugnale d’argento sul cuore, tra i soldati romani e le fruste, sale per essere crocifisso e il cuore si stringe quando il coro intona “Ah si’ versate lacrime”, perchè sarà anche una finzione, ma a mezzogiorno, con il caldo e la sete, sotto le parole dell’Arciprete e la banda che suona mesta, un po’ il cuore si stringe.
Il Sabato non suonano le campane, e si sente che manca qualcosa, ormai la quiete inizia a pervaderci, si preparano le ultime cose, si puliscono bene le case, e ci si prepara al domani, al luminoso giorno di Pasqua, dove Cristo risorge e noi risollevati ci sediamo davanti al ricco e festoso banchetto fatto di tradizionali paste e carni attorniati da torte dolci e salate.
Ma siamo sinceri, alzarci rilassati e riposati, il Lunedì dell’Angelo, con il solo pensiero di rimettersi a preparare delle squisitezze, di passeggiare nella campagna fiorita e di rilassarsi magari sull’amaca in fondo al giardino, o nel porticato, non fa di quest’ultimo, il più bel giorno della Pasqua?

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October 30th, 2008 at 10:18 pm

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Ricordi di un’estate lucana

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Lunghe e tortuose sono le strade che lontane dalla Basentana, girano per le dolomiti lucane, lunghe, pulite, immerse nel verde, girano attorno a campi dorati, fiumiciattoli e laghetti e sullo sfondo un paesaggio dai vari colori che emerge tra le fronde degli alberi.
Un pomeriggio, passando nel silenzio della Val D’Agri, scovando strade, quasi sentieri, che portano ai vari paesini, passando tra le grosse mucche cornute e qulache uccello predatore che ti fischia sulla testa, vedevamo ogni tanto, una fermata SITA, che testimoniava che quel percorso non è proprio dimenticato, inutilizzato, che qualche viaggiatore, ogni tanto scende là… in mezzo alla campagna al limitare del bosco e si inoltra chissà dove, in una terra che quasi sembra magica.
Ce ne andavamo così dalla Madonna di Viggiano cercavamo la strada nascosta per arrivare a Castelmezzano e all’improvviso ci capitó la cosa migliore che potesse accaderci: ci siamo persi… e abbiamo continuato a vagare, spuntando fuori a Laurenzana, ad esempio, dove la gente passeggiava, inerpicata tra le salite del paesino, ragazzi, ma soprattutto lesti anziani, che testimoniavano come vivere bene, in una terra sana, in un gioiello di benessere, come la Lucania, tiene lontani i mali del mondo.
Guardarla così, la nostra regione, dal ciglio della strada, m’ha fatto scoprire quanto sia bella, quante emozioni a guardarla, a respirarne l’aria, siamo davvero fortunati, è un’oasi, lontana dal degrado di altre zone, dall’ edilizia selvaggia, dall’inquinamento tangibile e dal caotico muoversi.
Per quanto riguarda i paesini, poi, questi sono così ben fatti, che sembrano quasi dipinti, scolpiti, sistemati sulle cime delle montagne come pietre preziose che abbelliscono e rendono ancora piú ricco il territorio…
Vi consiglio di perdervi, magari andando da Lagopesole a Monticchio… magari in Primavera, quando la bellezza dei fiori nei campi, non potrà che rendere tutto ancora piú luminoso.

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October 30th, 2008 at 2:52 pm

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Appello

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Potremmo iniziare con tante frasi ad effetto, figlie e nipoti di appelli pubblicitari dal funzionamento banale ma efficace, preferiamo la semplicità: lavorate con e per noi! e nel noi ci siete anche voi.
Per anni ci si è lamentati della poca visibilità del Direttivo, del non sentirne parlare, del non sentirsi partecipi. Ora avete la possibilità di fare! Scrivere, leggere, raccontare, proporre, progettare, realizzare; tutto ciò contribuisce a formare quella memoria che poi diventa storia (alla faccia di Hegel). Partecipate al nostro sito, alle nostre pubblicazioni, ai nostri incontri.
Per e-mail, forum o blog (prossimo venturo, se ce ne sarà necessità).
Se siete interessati a

  • mantenere una sezione notizie specifica per un argomento
  • mantenere aggiornati i diversi dossier che monitorano le attuali vicende lucane
  • scrivere articoli su Zurigo e dintorni per farla conoscere ai nostri parenti in Lucania
  • raccontare storie personali di emigrazione

contattateci e saremo lieti di accogliervi nel nostro team.

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November 28th, 2006 at 7:31 pm

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Alchimie

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Molti si chiederanno il senso di un sito web; c’è già tanta roba in rete, perchè sprecare altra energia? Molti si
chiederanno il motivo delle lettere, delle telefonate a casa, degli articoli e degli appelli. Molti si chiederanno il perchè sottolineare l’essere lucani, o italiani, quando siamo da generazioni a Zurigo. Molti si chiederanno, sospettosi, “ma quist’ cchè volene’ ‘ra nui?”.
Non sappiamo, di preciso, dove stiamo andando, ma stiamo andando. Stiamo cercando di colmare alcune lacune che, a nostro parere, si sono formate lentamente ma si stanno allargando in maniera preoccupante. La conoscenza, in qualunque forma, è sempre utile; tanto più quella che riguarda la propria storia.
L’alchimia è la “Scienza empirica che tentò, fra l’altro, di trasformare i metalli in oro”. Molti penseranno che è quello che stiamo cercando di fare: può essere. Abbiamo ripreso in mano il Circolo Lucano di Zurigo e
stiamo tentando di farlo rivivere. Le idee, i progetti sono tanti; conseguentemente anche il lavoro. Qui potrete trovare lo stato di alcuni dei nostri progetti, la situazione attuale e il team (quanti componenti ci sono e quanti sarebbero necessari).
Lo scopo è la trasparenza ed indicare dove potete dare il vostro contributo.
L’alchimia alla fine ha fallito. Da essa, però, è nata la chimica che di successi ne conta ancor’oggi.

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November 28th, 2006 at 7:31 pm

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Una storia

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Può anche accadere che le speranze e la trepidazione mettano in secondo piano, quando si lascia la propria casa, la nostalgia. Può addirittura accadere, che, per motivi diversi, si ha bramosia di andar via dal proprio paese. Ma, diceva un vecchio saggio, ti accorgerai presto, che solo qui avrai pace. E per “qui” intendeva tutto il paese, o tutti i paesi del mondo. Quei paesi piccoli come il mio, dove le strade le conosci tutte e le case e le persone che le abitano fanno parte della tua vita. Quando me ne sono andata, al buio fresco di un mattino primaverile, avrei voluto fare uno di quei gesti da film, come raccogliere un po’ di terra o una pietra da portare con me, e invece dovevo pensare alle
centinaia di ultime cose da fare, ricontrollare i documenti, i biglietti, chiudere le enormi valigie, salutare chi mi aspetta con gli occhi lucidi sulla porta, chè il giorno in cui si parte ogni rancore viene messo da parte e ci si abbraccia stretto; chè più pesante di quei limitati 15 kg di bagaglio, c’è il mio cuore. Non so voi, ma i 500 metri che separano casa mia dall’uscita del mio paese, io non li ho mai fatti ridendo. So bene quanto sia difficile ricordare a volte quei piccoli particolari di un’immagine che creino il ricordo perfetto. Per anni mi sono chiesta quale tipo di albero fosse piantato là dove la strada fa una curva polverosa, vicino alla fontanella gialla. Arrivare in un paese straniero, anche se c’è qualcuno che ti aspetta alla stazione e che ti accoglie in casa sua, ti fa sentire solo… ovunque ti giri, non c’è nulla di familiare; la scontrosità o l’indifferenza che abbiamo in paese, improvvisamente, in mezzo a tanti volti impenetrabili, dai tratti non familiari, svanisce e vorremmo trovare se non un volto amico, almeno una persona sorridente, qualcuno che ci guardi e ci dica “non preoccuparti, andrà tutto bene”, in mezzo a quel freddo nuovo, a quelle scritte gigantesche che non dicono nulla a noi che non conosciamo la lingua. E’ di ieri l’odore dei mandarini, che sentivo in inverno, quando ancora credevo di essere in autunno e tardavo a mettere il cappotto, chè ancora un po’ di sole spunta fuori! Oggi invece è fine estate e corro a cercare una maglia più pesante, chè l’autunno gelido è arrivato e lo sento. Quando è festa, Domenica o altro, ed esci per strada, ti sembra che tutti siano in giro con le loro famiglie, con i loro amici, con qualcuno con cui dividere l’allegria di un pomeriggio quasi sempre semi assolato; ce
ne sono tanti motivi per sentirsi solo, almeno per strada, quando tutti ti sembrano felici e pare che solo tu porti in giro un dolore chè tutti dovrebbero leggertelo in faccia e invece continui a camminare, e ognuno ti viene incontro e ti urta o ti scansa, senza vederti. Così iniziarono a capitarmi cose strane, io solitamente schiva, guardavo con gioia e desiderio, quasi non riuscivo a non salutare estranei che parlavano la mia lingua, e a loro mi sentivo sorella, e pensavo che per tutte quelle genti, ferme davanti ad un negozio, stanche sull’autobus, c’era una storia come la mia. Diventavo curiosa se
mi capitava di imbattermi in qualcuno della mia terra, della mia provincia… magari con lui avrei potuto parlare, sapere, ricordare …

AdA, 2006

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October 30th, 2006 at 7:31 pm

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Il Circolo in internet

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Il Circolo Lucano di Zurigo diventa un approdo per internauti. A conclusione del progetto “Rinascita”, iniziato nel marzo 2006, che ha portato ad una ristrutturazione del Circolo e all’offerta di nuovi servizi, il risultato di tutto il lavoro viene messo a disposizione della comunità lucana e non, zurighese e non.
Questo sito ha principalmente lo scopo di abbattere i costi di comunicazione fra i membri del Circolo, fino ad ora limitata alla spedizione cartacea. D’ora in poi le notizie, da quelle più importanti a quello meno importanti, saranno rintraccabili su questo portale.Contemporaneamente il lavoro del Direttivo sarà più trasparente.

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November 28th, 2005 at 7:31 pm

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